Milano chiude positiva nonostante banche e petrolio

Milano chiude positiva nonostante banche e petrolio

Nonostante il contributo negativo fornito dalle banche e dal greggio, la Borsa italiana è riuscita a chiudere in terreno positivo, con il FTSE MIB che a fine giornata si portava avanti di 0,38 punti percentuali a 16.401 punti.

La giornata di venerdì è stata, tuttavia, ben complessa e ricca di spunti. Cominciamo dai titoli finanziari, affossati nelle prime ore della mattinata dalla notizia secondo cui decine di hedge fund avrebbero spostato i propri asset fuori dal perimetro di Deutsche Bank al fine di ridurre l’esposizione nei confronti dell’istituto di credito tedesco, le cui condizioni finanziarie vengono considerate “precarie” dai mercati, alla luce della multa da 14 miliardi di dollari inflitta dagli Stati Uniti.

Multa che, comunque, dovrebbe essere drasticamente ridotta (per Wall Street lo sconto potrebbe essere di circa 8-9 miliardi di dollari, conducendo pertanto la sanzione tra i 5 e i 6 miliardi di dollari): quanto basta per poter tirare un sospiro di sollievo e far tornare il titolo tedesco in terreno positivo.

Anche dal greggio sono arrivate interessanti novità. Su tale fronte, infatti, dopo l’accordo a sorpresa che è stato raggiunto al vertice informale Opec di Algeri, i prezzi sono infatti tornati a calare: l’intesa riguarda una limitazione a 32,5 milioni di barili al giorno per quanto concerne il ritmo di produzione, con una flessione di 750 mila barili.

Da perfezionari alla riunione ufficiale di Vienna, il prossimo mese, rimane da comprendere quali saranno le quote di ripartizione dei singoli membri Opec, visto e considerato che alcuni di questi, come Iraq, Iran, Nigeria e Libria, hanno già dichiarato che non intendono diminuire le proprie produzioni (e in parte puntano anche ad accrescerle).

Per quanto infine concerne il non sottovalutabile calendario macroeconomico, in Italia è stato pubblicato il dato sulla disoccupazione, ferma all’11,4 per cento nel mese di agosto. Il dato sull’inflazione mostra invece una crescita dello 0,1 per cento a settembre: poco, ma sufficiente per far uscire il Paese dalla deflazione. Negli altri Paesi, l’indice dei prezzi è calato dello 0,2 per cento in Francia, mentre in Germania le vendite al dettaglio sono scese dello 0,4 per cento.

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