Mercati finanziari, cresce l’instabilità con l’avvicinarsi delle elezioni USA

Mercati finanziari, cresce l’instabilità con l’avvicinarsi delle elezioni USA

Cresce ancora l’instabilità dei mercati finanziari internazionali, complice la pubblicazione di una notizia su un supplemento di indagine da parte dell’Fbi sulle email di Hillary Clinton, la candidata democratica nella corsa alla Casa Bianca, fino a pochi giorni fa super-favorita contro il rivale repubblicano Donald Trump, e ora sulla difensiva in seguito alle valutazioni in corso da parte del Federal Bureau.

Che la situazione si sia resa più tesa, d’altronde, non è una novità. Per averne una conferma, sia sufficiente dare uno sguardo ai dati statistici relativi alle possibilità che gli operatori dei listini attribuiscono a una stretta monetaria da parte della Federal Reserve a dicembre: mentre prima un rialzo dei tassi Fed era pressochè scontato, oggi rimane ancora molto probabile, ma con percentuali in calo.

Insomma, in altri termini, fino a prima della pubblicazione della notizia della nuova ondata di indagini da parte della Fbi le sale operative davano per scontato l’incremento dei tassi da parte della Fed nella riunione del prossimo dicembre.

Le probabilità implicite attribuite dai Fed Funds erano arrivate a toccare l’85%: oggi, invece, le probabilità di una stretta sui tassi a dicembre sono scese fino al 70%, e potrebbero scendere ancora, nei prossimi giorni, se il contesto elettorale dovesse improvvisamente rendersi più incerto.

Contestualmente, i titoli di Stato sono tornati a salire e i rendimenti a scendere, pronosticando un supplemento di politica espansiva. Secondo una parte degli analisti finanziari, quanto accaduto negli ultimi giorni è dunque una sorta di “assaggio” di ciò che i mercati obbligazionari dovranno affrontare nell’ipotesi in cui ad essere eletto fosse Trump: dai movimenti recenti sembra infatti chiaro che i mercati finanziari “preferiscano” una vittoria di Hillary Clinton e che, di contro, una vittoria di Trump finirebbe con il complicare lo scenario economico locale e internazionale.

In un tale ambito, le piazze finanziarie europee hanno chiuso contrastate. In calo l’indice più rappresentativo di Milano, il FTSE MIB, a quota – 0,59% a 17.324,23 punti, così come in calo è il Dax 30, dello 0,19% a 10.696,19 punti. Crescono invece il britannico FTSE 100, dello 0,14% a 6.996,26 punti e il francese CAC40, dello 0,33% a 4.548,58 punti.

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