Come investire sul rame nel 2018?

Come investire sul rame nel 2018?

Il rame è uno dei metalli industriali su cui si concentrano le maggiori attenzioni da parte degli investitori, tanto che le ricerche sulla quotazione rame sono tra le più diffuse del comparto. Ma come orientare i propri investimenti sul rame nel corso del 2018? C’è da essere ottimisti, o l’anno prossimo rappresenterà un periodo di storno per le quotazioni del metallo?

Iniziamo con il ricordare come dopo lo storno avvenuto nel corso del mese di novembre, il rame ha cercato di porre in essere un nuovo assalto alla quota contraddistinta a 7.000, consolidando poi una prestazione che nel 2017 ha permesso al metallo di potersi apprezzare di oltre un 25%.

Nel suo report mensile risalente allo scorso mese di novembre, l’International Copper Study Group (ICSG) aveva evidenziato inoltre come per il mercato mondiale del rame, i fondamentali di domanda e di offerta si fossero resi ancora più deboli per i primi nove mesi del 2017: in particolare, secondo i dati dell’ICSG, da gennaio ad agosto 2017 (l’ultimo dato di rilevazione puntuale da parte dell’ICSG), il mercato mondiale avrebbe registrato un deficit di sole 4 mila tonnellate di rame, a fronte di un deficit di 31 mila tonnellate di rame che era invece stato rilevato nello stesso periodo del 2016. Si tratta pertanto di un contenimento molto positivo, che sta permettendo al metallo di tornare in equilibrio in tempi sostanzialmente brevi.

investimenti sicuriAd ogni modo, deve sempre essere ricordato come l’ampio surplus che è stato registrato nel corso del 1° trimestre del 2017 è stato ben riassorbito nel 2° trimestre dello stesso anno, grazie anche all’impatto dei prolungati scioperi avvenuti all’interno delle strutture minerarie di Escondida in Cile e di Cerro Verde in Perù e dei blocchi alla produzione e alle esportazioni dalla miniera di Grasberg in Indonesia.

Alla luce di quanto sopra, si può altresì affermare come il focus degli operatori rimanga ora sulle attese positive relative ai consumi mondiali e sulla crescita economica cinese, forte consumatore di rame, ancora guidata però in buona parte da investimenti governativi e urbanizzazione.

Se lo scenario risulta essere positivo, è anche vero che al momento non mancano certamente i timori di possibili riduzioni dell’offerta sul mercato nella prima metà del 2018 a causa di alcune preannunciate e già in vigore rivendicazioni sindacali in America Latina e a causa di concomitanti trattative fra società minerarie e governi nel Sud-Est asiatico.

Le attese della maggior parte degli analisti sono, a questo punto, per uno scenario evolutivo che possa vedere il rame recuperare dopo la recente correzione del mese di novembre e dopo le mosse di dicembre, andando così a consolidare le proprie quotazioni su prezzi elevati, come peraltro dimostrato dal recente passato del metallo industriale.

Il prezzo medio per il primo trimestre 2018 potrebbe aggirarsi tra 6.800 dollari e 6.900 dollari: un valore che non è affatto escluso che possa essere confermato per l’interno 2018, soprattutto nella più ristretta forbice tra i 6.850 dollari e i 6.900 dollari.

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