Borsa online e robo-advisory: i controlli della Consob

Borsa online e robo-advisory: i controlli della Consob

Occhi puntati della Consob sul robo-advisory, il settore delle tecnologie digitali che permettono di scegliere automaticamente, con il supporto di motori di ricerca dalla elevata intelligenza artificiale, i migliori prodotti finanziari da compare.

È questo il cuore del discorso fatto nei giorni scorsi durante il convegno milanese dell’Assosim da Tiziana Togna, responsabile della Divisione Intermediari della Consob, relatrice di un intervento intitolato “I robo-advisory nel modello di consulenza: disciplina normativa e trend internazionali”.

Giocare in Borsa online sta diventando un’attività capace di attirare un’utenza sempre più vasta. Le potenzialità offerte dalla Rete per facilitare il trading online sono ormai alla portata di chiunque abbia un minimo di familiarità con i mercati e con il mezzo informatico; senza contare poi tutti quegli automatismi messi a disposizione dalle numerose piattaforme broker, strumenti in grado di rendere il proprio investimento sempre più facile.

I robo-advisory sono l’ultima innovazione nel campo del trading online: niente più broker “fisici”, nessuno scambio di informazione sulla piattaforma o sui forum collegati, ma solo il supporto dell’intelligenza artificiale che guida il trader all’interno del mercato valutando cosa e quando compare.

Da un recente studio della Iosco – l’associazione internazionale di controllo delle Borse – è emersa proprio questa tendenza, da parte degli investitori, ad affidarsi a queste nuove tecnologie, i cui consigli di investimento riguardano principalmente asset classes, fondi e ETF.

Niente però di totalmente vincolante: il robot suggerisce l’investimento, ma è l’utente iscritto alla piattaforma ad avere l’ultima parola, con un’autonomia tipica di questa ultima generazione di trader. Nel trading online non ci si affida ad un broker “umano”, si decide tutto da soli, prendendosi i propri rischi.

Questa, grosso modo, la linea difensiva dei broker che offrono la possibilità di tradare con i robot. Una linea difensiva che serve più che altro a rispondere ai numerosi diffidenti, non tanto alle autorità competenti.

La Consob, nonostante l’attenzione rivolta al fenomeno, non sembra infatti intenzionata ad intervenire contro uno strumento che continua ad avere successo ma che occupa, almeno per il momento, una fetta ancora relativamente piccola del mercato.

“Le proposte del robo-advisory sono una specie di spartito”, ha spiegato Pasquale Orlando, co-fondatore di Deus Technology, pioniere in Italia della “Fintech”.

Uno spartito che ciascuno suona come vuole e interpreta a propria discrezione.

Tutto resta nelle mani dei trader, che dovranno essere ben consci dei rischi di un settore che, robot o meno, resta uno dei più insidiosi.

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