Assicurazione a chilometri, una svolta per i motociclisti

Assicurazione a chilometri, una svolta per i motociclisti

D’inverno fa troppo freddo, d’estate fa troppo caldo, quando piove è pericoloso: le buone occasioni per uscire in moto nel corso di un anno non sono mai moltissime.

Chi ha acquistato una due ruote per andare a lavoro o per zigzagare nel traffico, non avrà particolari problemi a pagare un’assicurazione annuale tanto il costo sarà ben ripagato, ma chi ha un bolide per passione spesso la spesa non vale l’impresa.

Uscire soltanto nei weekend e quando le condizioni meteo lo consentono e pagare una polizza di diverse centinaia di euro può rappresentare un grosso spreco. Fino a qualche tempo fa molti motociclisti erano soliti optare per l’assicurazione interrompibile durante i mesi invernali ma molte compagnie hanno successivamente cominciato ad applicare costi aggiuntivi per la riattivazione.

E’ per rispondere a queste esigenze che è nata la polizza a chilometri, che permette di versare alla compagnia assicurativa un premio proporzionale alla strada percorsa. Si tratta quindi della soluzione ideale per chi ama girare con la propria moto ma ha dalla sua un tempo limitato per farlo, e le distanze che percorre nel corso dell’anno non sono mai eccessive.

Ma un primo discrimine da fare riguarda appunto la distanza che si percorre ogni anno: se infatti in genere non superate i 5 mila chilometri, allora la polizza sarà conveniente, se invece superate i 5000 chilometri la polizza potrebbe non essere conveniente per un caso come il vostro.

Come si fa a calcolare i chilometri percorsi? E’ proprio questo il punto di scontro tra motociclisti e compagnie assicurative. Prima i dispositivi che si montavano sulle automobili non erano adatti per le moto,  e per questo i veicoli a due ruote restavano esclusi da questo tipo di polizze. Adesso però finalmente è stato realizzato un sistema in grado non solo di calcolare i chilometri percorsi, ma anche di identificare il luogo in cui si trova la moto che eventualmente vi è stata rubata.

È un dispositivo piccolo, che non dà fastidio e che può essere sistemato anche su un veicolo dalle dimensioni ridotte come appunto una moto. E sono già diverse le compagnie italiane che lo hanno adottato per offrire ai propri clienti in possesso di una moto una polizza assicurativa da ritagliarsi su misura.

Accanto ad una piccola quota fissa, il motociclista dovrà poi pagare una quota variabile proporzionale ai chilometri effettivamente percorsi.  Vantaggi e svantaggi, insomma, dipenderanno da quanti chilometri si percorrono annualmente. Se si esce solo nel weekend, non potrà che essere la soluzione ideale.

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